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mercoledì 6 dicembre 2017

#nanotradiviediavoli @nanotradiviediavoli



Giovanna M. Carli alla mostra "Nano. Tra divi e diavoli", Firenze, Palazzo Vecchio, Sala d'Arme,
dal 6 dicembre 2017 al 6 gennaio 2018


 "Ha creato più di tremila manifesti Silvano - commenta durante il vernissage della mostra Giovanna M. Carli critica d'arte - tra cui quelli per i film “Luci della ribalta”, “Via col vento”, “Un americano a Parigi”, “L’amore è una cosa meravigliosa”, “Cantando sotto la pioggia”, “West Side Story”

"Silvano Campeggi. Nano. Tra Divi e Diavoli" è una bella mostra che il pubblico può ammirare a Firenze, a Palazzo Vecchio, in Sala d'Armi fino al 6 gennaio 2018.


Giovanna M. Carli in un ritratto live di Giodì, all rights reserved
Nano Campeggi, quando il cinema e i suoi divi sono ancora un mito e il pubblico sogna davanti al grande schermo, lui (uno dei migliori, se non il migliore, tra i cartellonisti di film degli anni ’50 e ’60, epoca in cui il cinema ha bisogno di essere presente sui muri di tutte le città e paesi) contribuisce ad alimentare la leggenda con le sue immagini: sogni attaccati ai muri che fanno ormai parte dell’immaginario collettivo popolato di stars: da Vivien Leigh a Rita Haywort, da Marylin Monroe a Ingrid Bergman, da Clark Gable a Humphrey Bogard. "Penso al bacio di Clark Gable in “Via col vento”,  - continua la Carli - ai cavalli bianchi di Ben Hur, alla sinuosità di Liz Taylor in “Venere in visone”, o alla bocca sensuale di Marilyn Monroe in “Il principe e la ballerina”, ai ritratti di Ava Gardner, Kim Novak, Jennifer Jones, immagini fissate per sempre nella nostra memoria".


ph. by Giodì, all rights reserved

Molti gli artisti e gli operatori culturali presenti alla mostra per omaggiare il talento di Silvano Campeggi, uomo umile, affabile, creativo e straordinario.

Giovanni Tancredi, Giodì, all rights reserved
Giovanna M. Carli, Giovanna Giusti e Grazia Tomberli, sullo sfondo i Diavoli di Nano

Giovanni Tancredi, Giodì, all rights reserved
Rossano B. Maniscalchi, Giovanna M. Carli, Grazia Tomberli
Giovanni Tancredi, Giodì, all rights reserved
Giovanna M. Carli, Elena Renzoni, consorte di Silvano Campeggi

Giovanni Tancredi, Giodì, all rights reserved
Giovanna M. Carli e Nano Campeggi
Giovanni Tancredi, Giodì, all rights reserved
Giovanna M. Carli, Mauro Pagliai, Grazia Tomberli


Nel 2003, in occasione della Festa della Toscana, per la quale il maestro è chiamato a disegnare il manifesto ufficiale, espone a Palazzo Panciatichi e a Palazzo Capponi Covoni, sede del Consiglio regionale della Toscana, “Volti del Novecento toscano”, mostra ideata e curata da Giovanna M. Carli. Trenta ritratti caduti sotto la matita come in un film che cattura per flash le immagini di una vita o di un volto.
La mostra inaugurata il 6 dicembre 2017, rende omaggio a un artista capace di fare della sua vita un'opera d'arte.

Palazzo Vecchio – Sala d’Arme
Dal 6 dicembre al 6 gennaio, aperto tutti i giorni dalle 11 alle 19, il giovedì 11-14
Per info www.nanotradiviediavoli.it



Giovanni Tancredi, Giodì, all rights reserved
Giovanna M. Carli e Nano Campeggi, in un ritratto live di Giodì, all rights reserved











martedì 21 novembre 2017

Ma è di Leonardo da Vinci o no? La parola a Wenceslaus Hollar

di Giovanna M. Carli

La Gioconda e il Salvator Mundi, Composizione ideata da Giovanna M. Carli

Salvator Mundi, opera di attribuzione incerta, ma venduta come di Leonardo alla cifra stellare di 450 milioni di dollari.

Cifra stellare e la più alta in assoluto della storia per quanto riguarda un dipinto.

Salvator Mundi è opera pubblicata nel 2011, sei anni fa, che ha ricevuto i pareri favorevoli di quattro esperti leonardiani e che è stata esposta alla mostra  Leonardo da Vinci: pittore alla Corte di Milano. National Gallery, Londra, 9 novembre 2011 – 5 febbraio 2012, www.nationalgallery.org.uk



Quindi, oltre il parere dei quattro esperti storici dell'arte, oltre l'incisione di Wenceslaus Hollar che qui riprodotta, anche l'importantissima mostra alla National ha avvalorato l'attribuzione a Leonardo.

 Ma si tratta di un'opera che, per quanto mi riguarda, rimane, invece, di attribuzione incerta.

Potrebbe trattarsi di scuola di Leonardo...o, addirittura, di qualche falsario di epoca successiva. Bravo, però!

Ipotesi, le mie, non sostenute da nessuna indagine radiografica né da una visione dal vero. Considerazioni, argomentazioni.

Siamo comunque, questo è certo, di fronte a un'opera che non reca documenti inventariali, patrimoniali, atti notarili e neppure documentazione di altro genere, che io sappia. 

La sua attribuzione a Leonardo, dunque, è sostenuta da conoscitori e dalla consacrazione che l'opera ha avuto, dopo essere stata esposta in una mostra così importante quale quella di Londra.

E ora, la consacrazione, OGGI ancora più importante, quella del MERCATO. 

Ma 450 milioni di dollari bastano per convincerci che è di Leonardo? 

Qui Vi propongo un confronto di carattere stilistico. 



Si notino i capelli in forma di ricciolo dell'angelo a sinistra (dipinto: Vergine delle rocce, prima versione, opera certa documentata di Leonardo da Vinci) e la capigliatura di Salvator Mundi (a sinistra).

Inoltre l'incisione e il confronto con il dipinto. 



Leggete la scritta dell'incisione: Leonardo da Vinci pixit.

Guardate bene e confrontate incisione e dipinto: recano, a livello stilistico, discordanze. 

Ora, intendiamoci, riguardo ai capelli dobbiamo cogliere la mano, la leggerezza o meno, il tratto, la tecnica, non l'adesione e la copia. Ma il volto? Il naso, la bocca, gli occhi, l'espressione e lo sguardo?

E riguardo a un dipinto di fine Quattrocento (?) e un'acquaforte seicentesca dobbiamo sempre tener conto della differenza di mezzo: pennello contro un disegno su una lastra cerata e sottoposto poi all'azione corrosiva dell'acido sul metallo da cui si ottiene la lastra per ottenere le varie copie (detto in parole povere).

Ma, giudicate Voi, anche in questo caso, voglio dire tra dipinto e incisione, oltre che tra opere documentate e certe di Leonardo e questa, il Salvator Mundi, 

qualcosa che non quadra...c'è!


Ecco, in chiusura, una delle poche opere pittoriche di Leonardo da Vinci, di cui abbiamo i documenti e di cui la paternità è riconosciuta a livello unanime dagli studiosi.

Leonardo da Vinci, Vergine delle roccce (Parigi), 1483-1486

#giovannamcarlistoricaecriticadarte

domenica 19 novembre 2017

Leonardo da Vinci? Sì o no? 450 milioni di sì

Di Giovanna M. Carli, storica dell'arte e critica d'arte


Salvator Mundi, immagine proveniente da Wikipedia

 Il Salvator Mundi di Leonardo da Vinci?
Il 15 novembre 2017 il dipinto è stato venduto per la cifra record di 450,3 milioni di dollari (compresi i diritti di asta), un record per qualsiasi opera d'arte: oltre le 'Donne di Algeri' di Picasso battute da Christie's per 179,4 milioni nel 2015 E i 300 milioni pagati per 'Interchange' di Willem De Kooning.

domenica 12 aprile 2015

Hai paura di un altro mondo? Mauro Corda ti prende per mano



Dal 1° al 30 maggio 2015 l'Accademia delle Arti del Disegno ospita una straordinaria mostra multimediale sull'opera artistica di Mauro Corda.  Disegni e sculture raccontano Un altro mondo, partendo dal tema delle "differenze" per sviluppare il concetto di "insolito" e di "particolare" e  proponendo un percorso espositivo  in due Sedi distinte : l'Accademia delle Arti e del Disegno e  la Villa Finaly - Universités de Paris.


sabato 22 settembre 2012

MAGNIFICI TRE I libri-gioiello di Lorenzo de' Medici presentati da ANTONIO PAOLUCCI





All'ingresso della Biblioteca Medicea Laurenziana ti trovi accolto da un chiostro di bianco intonaco e pietra serena, al centro c'è un albero di arance, verde nero, verde lucido con i frutti giallo oro.





 Il grigio della pietra serena, il giallo oro ti accendono nella memoria visiva l'albero della Primavera di Botticelli, alla Galleria degli Uffizi, e tu sei a trecento metri da lì. Antonio Paolucci, seduto in mezzo alla Direttrice della Biblioteca Medicea Laurenziana, Vera Valitutto, e alla curatrice della mostra, Lucia Panini



cattura l'auditorio regalando immagini, colori, profumi tanto che a un certo punto Ti sembra di essere entrato in un altrove dove i protagonisti sono la famiglia Medici, Botticelli, Michelangelo. Indica la Biblioteca Medicea Laurenziana, ci troviamo proprio al suo interno,



come archetipo di tutte le biblioteche. Lo specifico di Firenze è quello di essere luogo delle esemplarità. Gli Uffizi, ad esempio, sono l'archetipo di tutti i musei. Galleria, infatti, è una di quelle parole nate a Firenze. Indica da quel giorno, in coppia con gli Uffizi, uno spazio coperto che prende luce da una parte e dall'altra ha le opere d'arte in esposizione. Galleria che cavalca la città con quella mirabile opera di ingegno che è il Corridoio vasariano, ha la possibilità eccezionale di entrarvi nel cuore e mirabilmente influenzarla con le immagini che custodisce, tanto che tutti i musei del mondo appaiono come inadeguati riflessi.
Biblioteca Medicea Laurenziana, Biblioteca di Buenos Aires, Biblioteca come Paradiso, ed ecco il riferimento a Borges che, ironia della sorte fu nominato direttore della biblioteca nazionale proprio nell'anno 1955, quando la sua vista era totalmente compromessa." A poco a poco compresi la strana ironia degli avvenimenti . Avevo sempre immaginato il paradiso sotto forma di biblioteca”. Aveva novecentomila volumi di cui a fatica e non sempre riusciva a comprenderne frontespizi e dorsi. Scrisse, allora, il Poema dei doni:

Nessuno umili a lagrima o rimbrotto
la confessione della maestria
di Dio, che con magnifica ironia
mi dette insieme i volumi e la notte.
[...]
Lento nella mia notte, la penombra
vana tento con la canna indecisa,
io, che mi figuravo il Paradiso
sotto la specie di una biblioteca.

Immaginatevi, ora, il Paradiso come la Biblioteca Medicea Laurenziana, capace di contenere tutti i libri del mondo, archetipo platonico di tutte le biblioteche del mondo.
Grazie anche alla famiglia Panini, passati da cinquant'anni dalle figurine, come dimenticare il mitico “ce l'ho-mi ma”, alle pubblicazioni d'arte, i libri avranno vita imperitura, ma, soprattutto, potranno essere sfogliati, toccati, fruiti nella loro bellezza. Se ancora ci saranno occhi, capaci di vederli...

Giovanna M. Carli


Mostra a cura di Lucia Panini

11 settembre-20 ottobre 2012
Biblioteca Medicea Laurenziana
Firenze, Piazza San Lorenzo, 9

dal lunedì al sabato ore 9.30-13.30

biglietti 3,00 euro, ingresso mostra, biblioteca, vestibolo di Michelangelo

Info tel. 055 211590 / info@mafnificitre.it

giovedì 9 agosto 2012

IL FURTO DI FISCHER. LIKE A CANDLE


Sono all'Arsenale. Una porta aperta e molta gente. È il luogo dove espone Urs Fischer. Un Ratto delle Sabine di Giambologna 'like a candle'


ph. by Giodì, all rights reserved



Quasi un souvenir da accendere nelle notti d'estate in qualche party a bordo piscina, se non fosse per quella figura maschile, a grandezza naturale, a cui fiammeggia l'intelletto come ai tempi dell'Enciclopédie. 

La sua sedia da ufficio che arde all'apice dello schienale...stranezze dell'arte d'oggi, dagli effetti sorprendenti. E il pubblico gradisce questo estatico tormento, trittico tra arte antica, uomo moderno diviso tra la contemplazione del sublime (il bello che si consuma o che è consumato) e l'alienazione del quotidiano ufficio/pensiero.


ph. by Giodì, all rights reserved



Si arde e ci si illumina a questa Biennale dal sapore antico.

Avevo già avuto modo di apprezzare la potenza evocativa di Urs vedendo dal vero l'installazione potente, evocativa, ancestrale: una casetta di Hänsel e Gretel che invece di essere fatta di dolci è fatta di solo pane, anzi di una varietà cospicua di pane, simbolo di vita, che diventa tetto (abitazione) e che si disgrega a seconda di un movimento, di un'intemperie, del tempo.

Le opere di Fischer come gigantesche nature morte di oggi, potenti, evocative, ancestrali.

Autore: Giovanna M. Carli




Photo by Giodì, Giovanni Tancredi e Tafi
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