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giovedì 26 gennaio 2017

Con gli occhi dei bambini

Scolaresca in visita alla mostra. A destra: Andrea Ferrante e Giovanna M. Carli.
Ph. Giodì, 2016.  Beatrice Carli, 2017. All rights reserved.
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Domenica 29 gennaio 2017, alle ore 18.00, a Pisa, al Centro Espositivo Museale SMS, San Michele degli Scalzi, finissage della prima grande mostra tematica dedicata alla pittura di Giuliano Ghelli, "Genius Loci. Fiabe dipinte (Opere dal 1990 al 2014)" a cura critica di Giovanna M. Carli (Dodi), realizzata in collaborazione con Comune di Pisa (Assessorato alla Cultura), Consiglio regionale della Toscana, Archivio Giuliano Ghelli, Associazione Culturale Dedalus, APE (Arte Pensiero pErsone). Nell'occasione Paola Bolelli, attrice e regista pisana, presenterà un lavoro inedito sulla fiaba, ispirandosi alla produzione pittorica del maestro Ghelli.




Visto il grande successo di pubblico, la mostra tematica dedicata a Giuliano Ghelli, prima mostra dalla morte dell'artista, avvenuta la notte di San Valentino del 2014, è stata prorogata di un mese. Per il finissage che avverrà domenica 29 gennaio 2017, alle ore 18.00, nel salone centrale del Centro Espositivo Museale SMS, San Michele degli Scalzi, grande attesa per l'interpretazione di un lavoro inedito sulla fiaba di Paola Bolelli, attrice e regista pisana.



"Esprimo tutta la mia soddisfazione - commenta Giovanna M. Carli, curatrice della mostra, realizzata in collaborazione con Consiglio regionale della Toscana, Comune di Pisa (Assessorato alla cultura), Archivio Giuliano Ghelli, Associazione culturale Dedalus - "Questo progetto espositivo, che ha il dono di usare come veicolo comunicativo il tono leggero della fiaba, è stato apprezzato da un pubblico attento e interessato.




 Mi ha fatto, inoltre, molto piacere sapere che un'intera scolaresca di bambine e bambini di una scuola materna del pisano, ne sia rimasta incantata. Il senso di queste manifestazioni culturali, infatti, è proprio questo: comunicare valori positivi alle nuove generazioni".




Gli oltre cinquanta dipinti di Giuliano Ghelli hanno ricostruito un lungo periodo dal 1990 al 2014, seguendo il filo rosso della fiaba, nell'omaggio alla città di Pisa e alla Toscana tutta. "Abbiamo cercato di ricostruire il mondo onirico di Giuliano Ghelli - conclude Carli -  tra gli anni Novanta e il Duemila, quando il maestro rendeva omaggio ai geni dei luoghi della Toscana: Leonardo, soprattutto, ma anche Galileo Galilei, in una prospettiva relazionale e multidimensionale: i dipinti, le sculture, il luogo espositivo e la città, i riferimenti culturali quali fonti di ispirazione ". 




"La mostra - commenta Andrea Ferrante, assessore alla cultura del Comune di Pisa - chiude in bellezza perché l'attrice pisana Paola Bolelli mostrerà al pubblico il mondo di Giuliano Ghelli partendo proprio dalla fiaba.




Ogni brano pittorico di Giuliano, infatti, ricorda una lettura, un momento peculiare della vita di ognuno di noi e narra sempre una nuova storia a noi spettatori. Il valore di questo progetto, svolto in sinergia con il Consiglio regionale della Toscana, è stato proprio la riscoperta delle fiabe tradizionali e l'affermazione dell'identità dei luoghi di Toscana attraverso l'omaggio ai propri padri spirituali (Leonardo da Vinci, Galileo Galilei...).





Un viaggio onirico, dunque, che dopo due mesi volge a conclusione ma che, sono certo, lascerà la bella sensazione di aver aggiunto una tappa ulteriore al nostro cammino".



Info


come arrivare


Pisa, Centro espositivo museale SMS, San Michele degli Scalzi
Via S. Michele degli Scalzi, 167, 56124 Pisa PI

“Giuliano Ghelli. Genius Loci, Fiabe dipinte"  ideazione e cura critica di Giovanna M. Carli.
Mostra realizzata in collaborazione con Comune di Pisa (Assessorato alla cultura), Consiglio regionale della Toscana, Archivio Giuliano Ghelli, Associazione culturale Dedalus, APE (Arte Pensiero pErsone).

Vernissage: sabato 3 dicembre 2016, ore 18.30
Finissage: domenica 29 gennaio 2017, ore 18: performance di Paola Bolelli

Dal martedì al venerdì 16.00-19.00
Sabato e domenica 11.00-19.00

Ingresso libero

Catalogo Polistampa


Credits: testo a cura di Lia Pardi Press, fotografia di Beatrice Carli, all rights reserved.

venerdì 16 dicembre 2016

Giuliano Ghelli. Genius Loci, Fiabe dipinte a cura di Giovanna M. Carli

 

Giovanna M. Carli mentre interviene al vernissage della mostra, mettendo in evidenza i valori
della pittura di Giuliano Ghelli, ph. by Giodì, 2016, all rights reserved

 "Ho scelto la città di Pisa e in particolare un luogo come il San Michele degli Scalzi, per tributare un omaggio all'autore che, se in vita, avrebbe sicuramente trovato nella bellezza del luogo anche la particolarità. - così spiega Giovanna M. Carli, critica d'arte, ideatrice e curatrice della prima mostra dalla morte del maestro Ghelli e continua: "La torre campanaria della Chiesa, facciata incompiuta, parte inferiore rivestita di marmo pende, infatti, cinque gradi, un grado in più rispetto alla torre di Pisa. Questo equilibrio precario, resistentissimo, ricorda la vita dell’uomo, come ogni brano pittorico di Giuliano rammenta una ‘tranche de vie’ e ne riflette un momento peculiare vuoi quando narra una nuova fiaba partendo da quelle tradizionali, vuoi nell'omaggio ai propri padri spirituali, vuoi quando prende spunto da una propria lettura, da un incontro, da un viaggio".



Ma la torre pende per un errore? Lo spiega il professor Grammaticus nella narrazione piana di Gianni Rodari, sottolineando la bellezza nella particolarità. 

Pisa, Piazza dei Miracoli

“Per caso, quella sera, c’era la luna. (Anzi, non per caso: c’era perché ci doveva essere). Al chiaro di luna la torre era così bella, pendeva con tanta grazia, che il professore rimase lì estatico a rimirarla e intanto pensava: - Ah, come sono belle, certe volte, le cose sbagliate!”.

Ed è sempre la forzatura del limite e il coraggio di andare verso il superamento di quello, l’oltre la siepe, cercando la singolarità grazie al proprio sguardo, diverso come diverso è lo sguardo di un artista, che coglie ciò che ai non-artisti rimane celato, quel ‘quid’ che tiene intriso di vivido colore il pennello di Ghelli.

Un’arte, la sua, messa al servizio degli altri, del pubblico, dei fruitori, per farli sognare e insieme, ripercorrere gli autori più amati, fonti inesauribili di ispirazione e di lezioni di vita. 

Torre campanaria della chiesa di San Michele degli Scalzi, ph. by Giodì, 2016, all rights reserved

Per cui cantare l’Itaca insieme a Costantino Kavafis è per Ghelli una dichiarazione di poetica:

“Se per Itaca – nella traduzione di Filippo Maria Pontani – volgi il tuo viaggio, / fa voti che ti sia lunga la via, / e colma di vicende e conoscenze. / Non temere i Lestrìgoni e i Ciclopi / oh Posidone incollerito: mai / troverai tali mostri sulla via, / se resta il tuo pensiero alto, e squisita / è l’emozione che ti tocca il cuore / e il corpo…”.

…oppure è un omaggio sublime alla poesia “Ho sceso dandoti il braccio almeno un milione di scale” di Eugenio Montale, dove i due personaggini, un altro ‘topos’ dell’opera ghelliana, a cui subito il riguardante dà credito, evocano gli ultimi tre versi della lirica:

 “Con te le ho scese perché sapevo che di noi due / le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate, / erano le tue”.

Ritorna, quindi, il vedere oltre ciò che appare, quando la denotazione diventa connotazione. E nell'omaggio a Montale, Ghelli non mette niente di personale, ma solo, e sempre, un riferimento all'arte, compagna di vita e scandaglio per conoscere se stessi e comunicare agli altri la propria storia personale.


Andrea Ferrante, assessore alla cultura del Comune di Pisa e Giovanna M. Carli
nello scatto di Giodì, 2016, all rights reserved

Con gli occhi dell’arte, si vede ciò che rimane, appunto, al di là della leopardiana siepe. Con gli occhi del fanciullino di pascoliana memoria si usa l’analogia per accostare il piccolo al grande e viceversa, per giungere al cuore delle cose attraverso l’intuito, l’immediatezza e la suggestione, per cantare le piccole cose e attraverso quelle un’intera regione, per poi seguire Picasso che ha “…impiegato una vita per imparare a dipingere come un bambino”. 

Ed è alla luce dell’oggi che rileggo l’opera di Giuliano Ghelli, definendo quegli anni Novanta dechirichiani nel continuo omaggio, a parer mio, all'opera del 1912, quell'olio su tela, di collezione privata, intitolato Meditazione autunnale.

Giorgio de Chirico, Meditazione autunnale, 1912

“In un limpido pomeriggio autunnale – racconta Giorgio De Chirico – ero seduto al centro di una panca al centro della Piazza Santa Croce a Firenze…il sole autunnale, caldo e forte, rischiarava la statua e la facciata della chiesa. Allora ebbi la strana impressione di guardare quelle cose come per la prima volta, e la composizione del dipinto si rivelò all'occhio della mia mente”.

L’occhio della mente, una mente onirica e creativa, scandaglio selettivo e interpretativo della realtà che ci circonda, filtrato ancora con la grande lezione del grande metafisico.

Narrazioni fantastiche che ci fanno guardare a Alberto Savinio, al fratello di Giorgio de Chirico, e a L'isola dei giocattoli (1930), opere a cui Ghelli si dedica dopo l’incontro con Leonardo (“In viaggio con Leonardo”, catalogo edito dall’Harmand Hammer Center of Leonardo Studies dell’Università di Los Angeles, con testi di Carlo Pedretti, del 1992).

Alberto Savinio, L'isola dei giocattoli, 1930

Ed ecco le fiabe di Ghelli, numerose, gioiose, coloratissime dal cui novero non poteva mancare l’omaggio ad “Alice's Adventures in Wonderland”, romanzo fantastico pubblicato per la prima volta nel 1865 da Lewis Carroll , nel delizioso acquerello Alice 2013, perché seguire il coniglio bianco e immergersi in un mondo fantastico è la scelta felice di Ghelli. Come lo è omaggiare uno dei maestri più amati: Italo Calvino: Il bosco del Barone Rampante 2000, Incontri del Barone Rampante 2009, ancora una volta, una dichiarazione di poetica da parte dell’autore che si ‘nasconde’ dietro il personaggio di Cosimo, lui stesso partecipando alla vita da una certa, necessaria distanza.


Pisa, Centro espositivo museale SMS, San Michele degli Scalzi. Un'immagine della mostra
"Giuliano Ghelli. Genius Loci, Fiabe dipinte", ph. by Giodì, 2016, all rights reserved

Giuliano Ghelli sceglie le fiabe da narrare, con attenzione e cura dei dettagli e nell'impianto scenico si rivolge spesso a De Chirico. Il riferimento al padre della Metafisica è tanto palese quanto non scontato. Nelle opere dell’artista, quelle datate fine anni Ottanta e Novanta, l’omaggio al ‘pictor optimus’ è originalissimo. Ghelli disegna un repertorio di simboli costruendo con quegli stessi un alfabeto colorato e fantastico che ha molto a che fare con Alice, con Pinocchio, con il fantastico repertorio di segni e disegni intravisto con l’occhio dell’artista nel codice Hammer.



ph. by Giodì, 2016, all rights reserved






Fonte: courtesy Giovanna M. Carli
Copyright © 2016, Giovanna M. Carli, All rights reserved

Info

Pisa, Centro espositivo museale SMS, San Michele degli Scalzi
Via S. Michele degli Scalzi, 167, 56124 Pisa PI

“Giuliano Ghelli. Genius Loci, Fiabe dipinte"  ideazione e cura critica di Giovanna M. Carli.
Mostra realizzata in collaborazione con Consiglio regionale della Toscana, Comune di Pisa (Assessorato alla cultura),  Archivio Giuliano Ghelli, Associazione culturale Dedalus, APE (Arte Pensiero pErsone), MIR, Muse In Rete.

Vernissage: sabato 3 dicembre 2016, ore 18.30
Finissage: domenica 29 gennaio 2017

Dal martedì al venerdì 16.00-19.00
Sabato e domenica 11.00-19.00
(orario continuato)

Ingresso libero

Catalogo Polistampa